Acufene: Informazioni ed esercizi

Non eliminare subito il suono, ma ridurre l’importanza che il cervello gli attribuisce.

Quando questo accade, il segnale tende spontaneamente a ridursi o a passare in secondo piano.

Acufene: informazioni ed esercizi

Comprendere l'acufene è il primo passo per gestirlo. L'acufene è un suono percepito senza una sorgente esterna, spesso una risposta del cervello a una ridotta sensibilità uditiva. Il cervello, per compensare, può aumentare il “volume interno”. Non è un segnale pericoloso, ma più lo si teme, più il cervello tende a mantenerlo attivo. L'obiettivo del percorso non è eliminarlo subito, ma ridurre l'importanza che il cervello gli attribuisce. Quando ciò accade, il segnale tende spontaneamente a ridursi o a passare in secondo piano. Ricorda: "Non è il suono il problema, ma la tua reazione ad esso".

 

 

Per migliorare la gestione dell'acufene.

Continuare le normali attività quotidiane

Non evitare il silenzio (senza però ricercarlo)

Spostare volontariamente l’attenzione su altro

Accettare la presenza del suono senza reagire con ansia.

,vale la pena provare a migliorare la propria qualità di vita.

Cosa aiuta a gestire l'acufene

Cosa mantiene attivo l'acufene

 

Cosa lo mantiene attivo

Controllare frequentemente se è presente

Confrontarlo durante la giornata

Cercare di eliminarlo a tutti i costi

Preoccuparsi che peggiori

Frase da ricordare

“Non è il suono il problema, ma quanto il cervello gli dà importanza.”

 Il messaggio chiave che vogliamo trasmettere è che "si può fare, vale la pena provare" a intraprendere un percorso di cura.

ESERCIZI PRATICI

1. Osservazione neutra

(2–3 volte al giorno, circa 1 minuto)

Porti l’attenzione al suono e lo osservi senza modificarlo.

intensità, tipo di suono, eventuali variazioni

Importante: non cercare di cambiarlo.

2. Attenzione flessibile

Durante la giornata: ascolti il suono per pochi secondi

poi sposti volontariamente l’attenzione su:

ambiente, corpo, attività

Questo esercizio allena la capacità di scegliere dove portare l’attenzione.

3. Esposizione graduale al silenzio

In momenti brevi...in un ambiente tranquillo

lasci che il suono sia presente

eviti di coprirlo immediatamente

Se il fastidio aumenta, torna a una situazione più tollerabile.

4. Risposta diversa al segnale

Quando compare il fastidio, evita pensieri come:

“Non deve esserci” o "Sta peggiorando”

Sostituiscili con: “È un segnale del sistema, può esserci”

“Non devo fare nulla”

Messaggio finale

Stiamo insegnando al cervello a non considerarlo quel suono importante.

Osservazione neutra

(2–3 volte al giorno, circa 1 minuto)

Porti l’attenzione al suono e lo osservi senza modificarlo.

Noti:

intensità

tipo di suono