Il sistema impara

Alcuni sintomi non dipendono solo da un danno dei tessuti o da una lesione.

Con il tempo il sistema del dolore può diventare molto sensibile e continuare a generare dolore, tensione o altre sensazioni anche quando il problema iniziale è cambiato o si è risolto.

Questo non significa che il dolore sia immaginario. Significa che il sistema che lo produce continua a lavorare come se ci fosse ancora una minaccia.

Per questo motivo, in alcune persone è possibile intervenire anche sul modo in cui il sistema del dolore funziona.

Gli esercizi che seguono servono proprio a questo: aiutare il cervello e il sistema nervoso a ridurre progressivamente questo stato di allarme.

Esperienze pratiche

Tracciamento somatico

Osservare il dolore con curiosità, invece che con paura, cambia il modo in cui il sistema nervoso elabora il segnale.

Non si tratta di ignorare il dolore. Si tratta di guardarlo diversamente — notare com'è, se cambia, dove si trova. Questa osservazione è già terapia.

3–5 minuti. Nessun risultato obbligato. Solo osservazione.

Il movimento intenzionale ginocchio

Prima di muovere, senti l'intenzione di muovere. Questo piccolo passaggio cambia tutto.

Esempio: porta l'attenzione al ginocchio. Pensa di spostarlo verso l'esterno — senza farlo ancora. Poi fallo lentamente. Cosa senti nell'anca? Nella coscia?

Il movimento preceduto dall'intenzione riattiva muscoli che il dolore cronico tende a silenziare.

3 ripetizioni. Lentamente. Con attenzione.

Il movimento dalla mano

Il movimento dalla mano

Prendi una pallina morbida. Tienila in mano senza stringere.

Prima senti l'intenzione di stringere — senza farlo ancora. Poi stringi lentamente. Poi rilascia.

Ripeti 3–5 volte con attenzione a cosa senti: nella mano, nel polso, nel braccio.

Non stai facendo ginnastica. Stai allenando il sistema nervoso a rispondere a un segnale senza allarme — da una zona neutra, lontana dal dolore.

È il punto di partenza. Il sistema impara da qui.

movimento intenzionale — collo

Siediti. Tieni la testa ferma e rilassata.
Prima senti l'intenzione di girare lentamente la testa verso destra — senza farlo ancora. Poi fallo, lentamente, fino dove è comodo. Torna al centro. Lascia andare
Ripeti dall'altro lato.
Non forzare il movimento. Non cercare di arrivare lontano. L'obiettivo è sentire cosa succede prima e durante il movimento — non eseguirlo correttamente.
3 ripetizioni per lato. Con attenzione, senza fretta.

Acufene

Non eliminare subito il suono, ma ridurre l’importanza che il cervello gli attribuisce.

 

Quando questo accade, il segnale tende spontaneamente a ridursi o a passare in secondo piano.

Osservazione neutra

(2–3 volte al giorno, circa 1 minuto)

Porti l’attenzione al suono e lo osservi senza modificarlo.

intensità, tipo di suono, eventuali variazioni

Importante: non cercare di cambiarlo.

 Attenzione flessibile

Durante la giornata: ascolti il suono per pochi secondi

poi sposti volontariamente l’attenzione su:

ambiente, corpo, attività

Questo esercizio allena la capacità di scegliere dove portare l’attenzione.

 Esposizione graduale al silenzio

In momenti brevi...in un ambiente tranquillo

lasci che il suono sia presente

eviti di coprirlo immediatamente

Se il fastidio aumenta, torna a una situazione più tollerabile.

 Risposta diversa al segnale

Quando compare il fastidio, evita pensieri come:

“Non deve esserci” o "Sta peggiorando”

Sostituiscili con: “È un segnale del sistema, può esserci”

“Non devo fare nulla”

Messaggio finale

Stiamo insegnando al cervello a non considerarlo quel suono importante.