Perché fa così male ?

Il dolore cronico raramente ha una sola spiegazione.

Può iniziare da una lesione, un'infiammazione, un'articolazione o un nervo sofferente. Con il tempo, però, possono aggiungersi altri meccanismi che contribuiscono a mantenerlo e amplificarlo.

Il sistema nervoso può diventare più sensibile, sia a livello periferico sia centrale. È il fenomeno della sensibilizzazione, per cui il dolore può risultare più intenso, persistente o diffuso rispetto a quanto ci aspetteremmo dalla sola alterazione dei tessuti.

Spesso, quindi, ci troviamo davanti a un dolore misto, nel quale più meccanismi contribuiscono, in proporzioni diverse, alla sofferenza della persona.

Come si affronta?

Non sempre è possibile individuare un'unica causa da eliminare. Ma questo non significa che non ci siano possibilità terapeutiche.

L'obiettivo è riconoscere le diverse componenti del dolore e intervenire su ciascuna con gli strumenti più appropriati.

Se prevale una componente nocicettiva o infiammatoria, possiamo valutare antinfiammatori, trattamenti locali o infiltrazioni mirate.

Se è presente una componente neuropatica, possiamo utilizzare farmaci  quando indicati, per ridurre l'iperattività dei segnali nervosi.

Quando il sistema nervoso ha sviluppato una maggiore sensibilità, alcuni farmaci neuromodulatori possono contribuire a ridurre l'amplificazione del dolore, insieme al lavoro sul movimento, sul sonno e sui meccanismi di protezione.

Un percorso, non una ricetta

Ogni persona presenta una combinazione diversa di questi meccanismi. Anche la risposta ai trattamenti è individuale.

Per questo occorrono osservazione, aggiustamenti, verifiche e talvolta cambiamenti di strategia.

Non cerchiamo soltanto da dove nasce il dolore. Cerchiamo soprattutto che cosa possiamo modificare, un elemento alla volta o più elementi insieme.

È un lavoro che richiede metodo e pazienza, ma che può aprire possibilità terapeutiche anche quando il dolore persiste da molti anni.