Una mattina come questa
Quando dico che sto meglio, non significa che non ho più dolore.
Io sento sempre qualcosa.
Stamattina mi sono svegliata rigida e pesante. Ho fatto i miei venti minuti di movimento e sono stata contenta di averli fatti. Seduta sto abbastanza bene, ma sento comunque dei dolori, per esempio lungo la tibia: NRS 2.
Mi alzo e per un momento mi sento bloccata. Poi comincio a muovermi e il blocco sparisce. Oggi faccio più fatica a sostenere il peso del corpo. Altri giorni, invece, non ci penso nemmeno.
Questo per me è importante: il dolore c'è anche nei giorni buoni. Non è lo zero che distingue una buona giornata da una cattiva
Cambiano altre cose: quanto pesa il corpo, quanto facilmente parte un movimento, quanto mi costa iniziare qualcosa, quanto spazio rimane per interessarmi al resto
Quando arrivano due o tre giorni così, la tentazione è pensare:
Eccoci. Sono di nuovo Qui
Invece provo a fare una cosa diversa. Non nego quello che sento e non cerco di convincermi che sto bene. Mi muovo, osservo, faccio quello che oggi riesco a fare e aspetto prima di decidere che cosa significhi questa giornata.
Pero' ormai una cosa la so: posso avere sempre qualcosa che fa male e, nello stesso tempo, stare molto meglio di prima.
E non cambia soltanto il corpo.
Nei giorni in cui sto bene mi viene voglia di chiamare qualcuno per condividere una cosa che mi interessa. Oggi penso a una persona che vorrei chiamare. So che, se ci parlassi, mi farebbe piacere. Ma non ho l'energia per arrivare a quel piacere. E quindi non chiamo.
Questo per me è importante: il dolore c'è anche nei giorni buoni. Non è lo zero che distingue una buona giornata da una cattiva.
Ho sempre qualcosa che fa male.